In viaggio con Alice

Nel 2014 Monte Sport ha supportato la giovane Alice Pontini nel suo” viaggio avventura”, iniziato il 4 ottobre 2014 a Toronto e concluso il 22 luglio 2015, a Santiago del Cile.

Per nove mesi e mezzo e 40.000 Km, Alice ha quasi sempre indossato delle calzature Monte Sport.

E’ in preparazione un accurato report di questa bellissima esperienza, anticipiamo alcune brevi note di viaggio.

” Mi sono trovata davvero molto bene con le calzature Monte Sport. Ho avuto la possibilità di testarle in tutte le situazioni possibili: dai deserti sabbiosi agli altopiani gelidi, dai 40° ai -20°, dalla giungla alle foreste del Nord America, dalla polvere al ghiaccio. La tenuta impermeabile è davvero notevole. Inoltre la pelle, le cuciture e la suola non hanno mai presentato rotture o marcati segni d’usura”.

Alice Pontini

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Dal suo racconto di viaggio :

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“Volevo vedere ogni luogo, parlare tutte le lingue possibili, conoscere le culture, viaggiare sulle strade meno battute, di quelle con gli strapiombi e le buche fonde come piscine e soprattutto volevo indagare il cambiamento, la metamorfosi lunga migliaia di chilometri dal più settentrionale al più meridionale di quell’unico ‘blocco’ di terra. Sarebbe stato ‘On the road’ certo, ma soprattutto sarebbe stato ‘on the people, the smiles, the cultures and good vibes’. Sarebbe stata un analisi, una prova , un esperimento. Avevo bisogno di definire i miei limiti, conoscerli e superarli”…

“Difficoltà culturali, linguistiche, ideologiche, ambientali, soprattutto… perché quando i luoghi si vogliono vivere intensamente metro dopo metro allora ci s’infila gli scarponi, si riempie lo zaino e si cammina, ci si arrampica, si arranca. L’ho fatto per nove mesi, in ogni uno dei 15 stati attraversati. Dai luoghi più turistici a quelli più incontaminati, sconosciuti e pericolosi”…

“Bolivia, lo stato Sud Americano più povero, in termini economici, ma forse il più ricco in termini di vette altissime,sorrisi, e luoghi deserti ed incontaminati. E proprio in questo angolo lontano dal mare, incastrato tra le vette, i deserti e la giungla che è iniziata la realizzazione del mio sogno d’alta quota. Come quella notte, ai piedi della Huayna Potosì, 6088 metri”…

“La stanchezza si fa sentire, le gambe arrancano e il respiro si fa lunghissimo e rumoroso, i polmoni si dilatano cercando d’immagazzinare più ossigeno possibile, ma quello è, e bisogna farselo bastare. Pochi metri ancora e festeggio i miei primi 6088 metri con una tavoletta di cioccolata congelata ed un paio di foto rosa, appena sopra un piumino soffice di nuvole”…

Intervista ad Alice